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Il nuovo Calendario di Ad Maiora Vertite 2021-22

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IL CALENDARIO 2022-23 È DISPONIBILE QUI!

Il calendario è stato per i romani un fondamentale strumento per l’attività religiosa. Dal primo calendario di Romolo, passando per quello luni-solare di Numa, fino alla riforma di Giulio Cesare, il calcolo del tempo -frutto dell’osservazione dei moti celesti- è stato uno degli elementi centrali della religione romana.

Pertanto Ad Maiora Vertite ha deciso di rendere pubblico il proprio calendario!

Poiché Ad Maiora Vertite ha il compito di portare avanti un’attività divulgativa, il calendario che proponiamo non sarà uno, bensì quattro calendari! Ognuno dei quali conterà quattordici mesi da Gennaio 2021 a Febbraio 2022.

Regia: Kalendaria 2021” comprende infatti l’attualizzazione del calendario di Romolo, quello di Numa Pompilio, quello di Cesare, ed il calendario luni-solare di Ad Maiora Vertite.

Oltre ad un’introduzione alla questione calendariale e di presentazione del progetto, ogni calendario è preceduto da un articolo che descrive quello specifico calendario, la sua introduzione, e le eventuali modifiche successive. Inoltre ogni mese è accompagnato dalla descrizione religiosa del mese stesso.

Il testo comprende un totale di 90 pagine!

Per quest’anno, con l’obbiettivo di lanciare il progetto, “Regia: Kalendaria 2021” sarà scaricabile gratuitamente all’interno dello shop del nostro sito!

La Regia era la casa del rex sulla quale venivano esposte le comunicazioni di carattere pubblico, i fasti, i calendari, e le notizie più importanti di carattere rituale. Utilizzeremo in futuro questo titolo anche per indicare eventuali informazioni di carattere religioso utili ai Tradizionalisti Romani.

La presente pubblicazione comprende non solo il Calendario di Ad Maiora Vertite, ma anche altri tre calendari tradizionali. La scelta è stata presa nel rispetto della nostra filosofia associativa.
Ad Maiora Vertite non si presenta come il maestro che insegna a degli allievi che gli sono succubi.
Ad Maiora Vertite promuove, divulga, e sostiene la Tradizione Romana, e in tale ruolo il suo compito è quello di fornire gli strumenti affinché ognuno possa compiere le proprie scelte, e non indicare una dogmatica via. Perciò in questo testo voi troverete il nostro calendario Lunisolare, il calendario di Romolo analettico, il calendario di Numa analettico, ed il calendario di Giulio Cesare corretto.

Tutti i calendari proposti comprendono anche i primi mesi dell’anno successivo. Infatti va ricordato che Gennaio e Febbraio rappresentano il processo generativo del nuovo anno che inizia più propriamente a Marzo. Da qui la decisione di fornire tutti i calendari di 14 mesi (o 15 in caso di mercedonio) da Gennaio a Marzo dell’anno successivo.

 

Buon anno!

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Un felice anno nuovo da tutto lo staff di Ad Maiora Vertite!
Siete stati magnifici anche quest’anno e vi ringraziamo tanto per il sostegno che ci avete dato! Senza di voi Ad Maiora Vertite non potrebbe sopravvivere!
 
Ne approfittiamo per ricordarvi che al tempo dei romani oggi entravano in carica i Consoli (a partire dal 153ac) sacrificando un giovenco ed il cavallo bianco dei Consoli a Giove Ottimo Massimo per il benessere della Res Publica, ed in quest’occasione erano vestiti di bianco come lo era anche il corteo che lo seguiva (Ovidio e Lido).
Inoltre si sacrificava a Vediove e ad Esculapio in una stretta connessione finalizzata (secondo Sabbatucci) alla cura del primo da parte del secondo. Essendo poi il primo giorno del mese sacro a Giano si offra anche al dio bifronte, ed essendo le Calende si offra anche a Iuno Kalendaris.
 

Continua la lettura di Buon anno!

La sacralità dell’avvoltoio

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Tutti conoscono la storia della fondazione di Roma. Quando Romolo e Remo dovettero scegliere chi dei due sarebbe dovuto essere il Re fondatore della nuova città interrogarono gli Dèi. Questi mandarono sei avvoltoi a Remo, e successivamente dodici a Romolo, permettendogli così di ottenere il diritto a regnare. Il dettaglio degli avvoltoi ci viene riportato da numerose fonti.[1]
Continua la lettura di La sacralità dell’avvoltoio

Alla ricerca del dio Volturno: il vento, il fiume e l’avvoltoio

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Il dio Velthurna è stato assimilato dai romani e reso col nome di Vertumnus[1] con la presa di Volsinii nel 264ac[2]. Di questa divinità ne ha già parlato il nostro M. Cefis in un suo ottimo articolo (qui), mentre sulla festa del dio, i Vertumnalia, ne ha parlato l’autore precedentemente (qui).
Riassumendo i precedenti si evince che Vertumno (o Vortumno)[3] è un dio di difficile identificazione, caratterizzato dall’essere trasformista. È il dio che tramuta la stagione estiva in invernale, posto calendarialmente all’opposto di Giano al fine di portare a compimento l’anno nel suo punto di massima ascesa, per poi rigirarsi (vertere o vortere) verso l’inverno.[4]
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Preghiera a Giove Statore

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Per la festa del tempio di Giove Statore (27 giugno) vi abbiamo preparato questo inno tratto da Cicerone:

<Tu, Giove, il cui culto fu istituito da Romolo con gli stessi auspici con cui fondò

Roma, tu che a ragione sei chiamato protettore di questa città e

dell’impero, difendi da questo individuo e dai suoi complici i templi tuoi Continua la lettura di Preghiera a Giove Statore

Nasce il canale youtube di Ad Maiora Vertite!!!

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Finalmente, e a grande richiesta, abbiamo partorito il canale youtube di Ad Maiora Vertite!
Abbiamo già pubblicato alcuni video sul calendario.
Vi invitiamo ad andare a visitarlo e ad iscrivervi al canale, in questo modo riceverete una notifica ogni volta che verrà pubblica un nuovo video!
Abbiamo deciso di far uscire i video la domenica alle 10:30!

Vi aspettiamo!!! 😀

link al canale, mentre sotto vedete l’anteprima del video di apertura:

Il Flamen Dialis: un simulacro vivente di Giove

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I Romani sono il popolo pio per eccellenza, vengono definiti da Sallustio “Religiosissimi
mortales” (1) il loro capostipite Enea è appunto il Pius per antonomasia.
Per loro l’amministrazione della res publica è cosa sacra, e tramite l’amministrazione dei
sacra si governa la res publica, la Religio stessa è cosa politica a Roma.
L’Urbe, ” nei templi della quale non si è lungi dal cielo” (2), è la più perfetta Continua la lettura di Il Flamen Dialis: un simulacro vivente di Giove

Maius, il mese delle cose maggiori

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<Dopo il Caos furono dati al mondo i tre elementi,
e tutta la materia assunse nuove forme,
la terra si fece concava per il suo peso e attrasse il mare,
che la levità sospinse il cielo nell’altezza degli spazi;
anche il Sole e gli astri non trattenuti da alcuna pesantezza,
e voi, cavalli della Luna, balzaste in alto.
Ma la Terra non cedeva a lungo al Cielo, né le altre stelle
al febèo Sole: l’onore era uguale per tutti.
Spesso qualche divinità tratta dalla massa degli Dèi ordinari
osò sedere sul soglio che tu, Saturno, occupavi:
qualche dio straniero si affiancò all’Oceano,
e spesso Teti fu accolta nell’ultima sede,
finché l’Onore e la bella Riverenza dal placido aspetto
unirono i loro corpi in legittimo connubio.
Da essi nacque la Maestà che regge il mondo intero,
e fu sempre grande fin dal giorno che fu generata.
Subito alta si assise nel mezzo dell’Olimpo,
splendente d’oro e ammirevole nella purpurea veste;
le sedettero accanto il Pudore e il Timore. E avresti veduto
ogni altro nume atteggiare il volto a somiglianza del suo.
Subito penetrò nelle menti il rispetto degli onori:
si pregiano i degni di stima, ognuno cessa di compiacersi
soltanto di sé. Per molti anni durò tale stato del cielo,
finché il dio più antico per fato cadde dalla sua roccia.
La Terra partorì i Giganti, immani mostri,
che avrebbero osato assalire la casa di Giove. […]
ma Giove, scagliando fulmini dalla roccia del cielo,
rovesciò quell’immensa congerie su chi l’aveva ammassata.
Ben difesa da queste armi, la Maestà degli Dèi
saldamente resiste, e da quel tempo permane venerata.
Da allora siede accanto a Giove, di Giove fedelissima custode,
e a Giove assicura lo scettro da reggere senza contrasto.
Discese anche in terra: la onorarono Romolo e Numa;
poi di seguito gli altri, ognuno nel suo tempo.
Ella guarda ai padri e alle madri con dovuto onore,
ella viene compagna ai fanciulli e alle vergini,
ella conferisce decoro ai fasci portati dai littori e all’eburnea
sedia curule, ella alta trionfa sui cavalli incoronati.>

(Ovidio, Fasti VI, 11ss)

<Circa il nome di questo mese [Maggio ndr] le opinioni degli autori sono largamente contrastanti. Fulvio Nobiliore, nei Fasti che depositò presso il tempio di Ercole e delle Muse, dice che Romolo, dopo che ebbe diviso il popolo in anziani [maiores] e giovani [iuniores], in modo che i primi contribuissero con le decisioni alla salvezza dello stato ed i secondi con le armi, per onorare le due metà chiamò Maius questo mese e Iunius il seguente.

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Preghiera per la fondazione di Roma

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<Assistetemi, o Giove, nel fondare la città,

e tu padre Mavors* e tu Vesta madre.

Volgete a me la mente voi tutti, o dei, cui è pio rivolgere

l’invocazione! La mia opera sorga con il vostro auspicio.

Duri a lungo la sua potenza sul mondo conquistato,

e siano a lei sottomessi l’Oriente e l’Occidente>

 

<condenti, Iuppiter, urbem 

et genitor Mavors* Vestaque mater, ades; 

quosque pium est adhibere deos, advertite cuncti.

Auspicibus vobis hoc mihi surgat opus. 

Longa sit huic aetas domitaeque potentia terrae, 

sitque sub hac oriens occiduusque dies>

Romolo alla fondazione di Roma, (citato in Ovidio, Fasti IV, 827)

*Mavors è un’antica divinità italica legata alla vegetazione e alla guerra, forse è il risultato di un nome composto dal latino arcaico vert (volgere) e magh(e)s (combattere, battaglia) quindi “colui che volge le sorti della battaglia” probabilmente secondariamente assimilato a Mamers e quindi a Marte. [J.P. Mallorys, Douglas Q. Adams, Encyclopedia of Indo-European Culture 1997 pag 630]

Aprilis, il mese che apre

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«Alma Venere, madre di entrambi gli Amori­»
La dea rivolse il suo sguardo verso il poeta, e disse:
«Cos’hai a che fare con me? Certo volevi cantare più gravi argomenti. Forse nel tenero petto conservi l’antica ferita?»
Risposi:
«Tu sai, oh dea, la mia ferita»
Sorrise, e subito il cielo intorno a lei si fece sereno:
«Sano o ferito ho forse mai lasciato le tue bandiere? Tu sei sempre stata il mio modello e il tema del mio canto. Senza colpa, come si conviene, scherzai nei miei giovani anni; ora i miei cavalli corrono un più vasto campo. Canto le ricorrenze e le cause, tratte dagli antichi annali, e il sorgere delle stelle, e il loro tramontare sotto la terra. Sono giunto al quarto mese, nel quale sommamente ti si onora: e tu, oh Venere, sai che il poeta e il mese sono tuoi.»
Commossa, toccò lievemente le mie tempi con il mirto di Citerea, e disse:
«Completa l’opera intrapresa»
Ebbi l’ispirazione, e d’un tratto mi si chiarirono le cause delle festività: mentre è concesso, e spirano i venti, corra la nave.>

Ovidio, Fasti IV, 1-18

Aprile, il cui nome deriva dal verbo aperire (aprire, schiudere, in riferimento allo sbocciare dei fiori), era il mese sacro a Venere, dea latina legata all’attrazione e ai venenia, cioè ai veleni ma anche alle pozioni ed al vino. Nel secoli queste sue caratteristiche originarie andarono perdute obliterate dall’identificazione con la greca Afrodite.
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