Patri de liberis consulatus imposuit

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<[…] conspectius eo quod poenae capiendae ministerium patri de liberis consulatus imposuit, et qui spectator erat amouendus, eum ipsum fortuna exactorem supplicii dedit. Stabant deligati ad palum nobilissimi iuuenes; sed a ceteris, uelut ab ignotis capitibus, consulis liberi omnium in se auerterant oculos, miserebatque non poenae magis homines quam sceleris quo poenam meriti essent: illos eo potissimum anno patriam liberatam, patrem liberatorem, consulatum ortum ex domo Iunia, patres, plebem, quidquid deorum hominumque Romanorum esset, induxisse in animum ut superbo quondam regi, tum infesto exsuli proderent. Consules in sedem processere suam, missique lictores ad sumendum supplicium. Nudatos uirgis caedunt securique feriunt, cum inter omne tempus pater uoltusque et os eius spectaculo esset, eminente animo patrio inter publicae poenae ministerium.>

<[…] la carica di console costrinse il padre al compito ingrato di infliggere la condanna ai propri figli; infatti, mentre proprio Bruto avrebbe dovuto essere la persona esentata dall’assistere al loro supplizio, la fatalità della sorte lo designò invece come esecutore ultimo della pena. Legati al palo c’erano dei giovani tra i più nobili di Roma; ma come se fossero stati delle persone qualunque, non attiravano minimamente l’attenzione: tutti avevano occhi soltanto per i figli del Console e ne compativano la pena non meno del reato per cui l’avevano meritata. Proprio quello stesso anno che la patria aveva riconquistato la libertà e per merito del loro padre, lo stesso anno che il consolato era stato inaugurato dalla famiglia Giunia, quei giovani avevano avuto il coraggio di tradire senatori, plebe e tutto ciò che era romano in cielo e in terra, nonché di consegnare ogni cosa in mano a colui che prima era stato un re tirannico e che adesso rimaneva un nemico in esilio. I consoli presero posto sui loro seggi e diedero ordine ai littori di eseguire la sentenza. I colpevoli, completamente nudi, vennero flagellati con verghe e poi decapitati. Per l’intero corso dell’esecuzione gli occhi di tutti rimasero puntati sull’espressione del padre, sul cui volto di occasione per l’ufficialità della carica era segnato nettissimo il dolore paterno.>

(Livio Ab Urbe Condita II.5)

Emanuele Viotti

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