Rito Romano XII: rito base

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Alla luce delle considerazioni fatte fino ad ora, ci sembra lecito avviare la conclusione di quest’insieme di articoli portando una serie di proposte di adattamenti dei riti visti che possono essere maggiormente utili nella vita quotidiana.

Ribadiamo che oltre a quanto detto in questa sede esistono altri riti riportati in modo frammentario (non completo come Catone) da altre fonti. I pochi esempi di riti integri invece sono molto diversi e inerenti a specifiche festività risultando casi eccezionali non essendo coerenti con la maggioranza delle fonti (ad esempio il rito per il Lemuria di Ovidio).

Quindi procederemo ad una proposta per un rito base/standard allo scopo di dare un punto di riferimento riassuntivo che può essere valido per un qualsiasi rito (come ad esempio Kal Non Idi).

[ricordiamo che la tematica del Rito Romano viene fortemente approfondita nel mio libro, “La Via Romana agli Dèi”. Trovi tutte le informazioni, compreso come acquistarlo, a questo link: https://bit.ly/3uN5S5r]

 

<Favete linguis!> 

<Iane pater, te hoc thure ommovenda bonas preces precor, uti sies volens propitius mihi #, domo familiaeque meae>

[offrire incenso a Giano]

<Iuppiter, te hoc thure obmovendo bonas preces precor, uti sis volens propitius mihi # domo familiaeque meae mactus hoc thure>

[offrire incenso a Giove]

<Iane pater, uti te thure ommovenda bonas preces bene precatus sum, eiusdem rei ergo macte vino inferio esto>

[offrire vino a Giano]

<Iuppiter, macte isto thus esto, macte vino inferio esto>

[offrire vino a Giove]

<Salve Iuno Kalendaris, sive quo alio nomine appellari volueris, te precor quaesoque uti sies volens propitia mihi # domo familiaeque meae. Quoius rei ergo, duis bonam salutem valetudinemque mihi # domo familiaeque meae. Iuno Kalendaris, harunce rerum ergo, macte hisce thuribus* et vinis* inferio esto>

[offrire a Giunone incenso e vino]
*vedi nota*

[se vorrete qui aggiungerete tutte le altre offerte secondarie alla divinità invocata per quella festa o principalmente per quel rito, per esempio il Genio del luogo, o le divinità familiari, ricordando di tenere per ultima Vesta]

[quindi segue la chiusura rituale con la piacolare, che ricordiamo non apparire -se non come accenno- nelle fonti, ma poiché oggi molti la usano ne aggiungiamo un esempio]
<Iuppiter Optime Maxime, et vos Dii invocati, si quid vobis in hillisce thuribus vinisque neque satis factum est, vos hillisce thuribus vinisque piaculo>

[altri elementi facoltativi possono essere <ita vultis ita est> <così volete così è> o il più “tradizionale” Quod Bonum Faustum Felix Fortunatumque Sit]

Illicet

 traduzione:

<silenzio>

<Padre Giano, nell’offrirti questo incenso ti invoco con giuste preghiere affinché tu voglia essere propizio a me, alla casa e alla mia famiglia>

<Giove Padre, nell’offrirti questo incenso ti invoco con giuste preghiere affinché tu voglia essere propizio a me, alla casa e alla famiglia>

<Padre Giano, come ti ho offerto l’incenso con giuste preghiere, perciò allo stesso modo tu sia onorato da questo vino che ti offro>

<Giove, tu sia onorato di questo incenso, tu sia onorato di questo vino>

 <Salve Giunone Kalendaris, o in qualunque altro nome voglia farti chiamare, ti prego affinché tu voglia essere propizia a me alla casa e alla mia famiglia. Per questo dai buona prosperità e buona salute a me alla casa e alla mia famiglia. Giunone Kalendaris, per queste cose di stia gradito quest’incenso e questo vino che ti offro>

<Giove Ottimo Massimo, e voi Dei invocati, se non avete gradito qualche incenso o vino offerto, a voi questo incenso e questo vino offro come piacolare>

*NOTA* questa formula è un esempio adattato dalla formula di Catone per la purificazione dei campi, ed è un esempio valido per le KALENDAE, se vorrete utilizzarlo per le IDI invece direte:
<Salve Iuppiter Optimus Maximus, sive quo alio nomine appellari volueris, te precor quaesoque uti sies volens propitius mihi domo familiaeque meae. Quoius rei ergo, duis bonam salutem valetudinemque mihi domo familiaeque meae. Iuppiter Optimus Maximus, harunce rerum ergo, macte hisce thuribus et vinis inferio esto>
Verranno comunque spiegate meglio nel dettaglio nei relativi articoli.

se avete figli, e volete includerli nella richiesta inserite in questi punti <liberisque meis>

Ricordo in fine che il nome della divinità si usa al vocativo.

*si noti che qui le offerte sono al plurale, presumendo che si vada ad offrire più di un grano d’incenso e una discreta quantità di vino. Questa scelta è stata fatta anche per rimanere coerenti con la fonte originaria (Catone). Ovviamente se l’offerta sarà di un solo grano d’incenso o di una goccia di vino dovrà essere fatta al singolare usando “macte hoc thure et vino inferio esto”. Questi riti sono tutti a titolo esemplificativo e con il primario obbiettivo di coerenza con le fonti, ma ci si ricordi che la dichiarazione deve essere coerente con l’intenzione e con l’offerta.

 

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Emanuele Viotti